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Web Marketing Blog
  • 11/28/13--01:39: Di: Andres
  • Credo il motivo principale, sia che usano Facebook (e altre applicazioni più o meno social su mobile). L'idea che il tempo delle persone (adolescenti compresi) sia infinito è profondamente errata, e spiega perché le persone tendono ad utilizzare realmente un solo social (in Italia FB) e ignorano del tutto o trascurano gli altri. Google è un esempio eclatante di questo ragionamento sbagliato a priori: forza la sua utenza ad iscriversi su G+, ma poi nessuno lo usa.

  • 11/28/13--01:57: Di: Luca2D
  • Ciao, forse anche perché l'età media della popolazione americana è più bassa di più di 5 anni rispetto a quella della popolazione italiana. È vero che la % di penetrazione è più bassa rispetto ad altri paesi, ma è in linea (e anzi più alta) con quella di altri paesi europei, con abitudini più simili alle nostre.

  • 11/28/13--03:03: Di: Gianpaolo
  • Noooo, mi si sta sgonfiando il tweet! ;-) Considerato anche che Twitter è l'unico tra i "grandi" social a perdere utenti attivi mensili nel confronto con l'anno scorso (insieme a Badoo), il quadro è completo. http://vincos.it/2013/06/01/state-of-the-net-2013-parte-1-lo-scenario-italiano/ Grazie Davide

  • 11/28/13--04:48: Di: Giovanni Sacheli
  • Secondo me le analisi generiche senza considerare la fasce di mercato sono fini a se stesse. Ci sono settori che ricevono molto traffico da Twitter e altri settori che non riceverebbero una visita nemmeno a pagarla oro. Per far rendere Twitter non basta postare random ma è necessario postare nel giusto momento (Buffer), postare un testo che attiri l'attenzione e soprattutto usare le giuste HTAG. Ho spiegato a fondo ad un cliente come usare Twitter ed è passato da 5 visite referral a settimana a oltre 500. Twitter non va se non sai usarlo e la maggior parte della gente non sa usarlo (spamma hashtag, scrive cose no-sense o poco interessanti ed in momenti sbagliati), questa è la mia opinione

  • 11/29/13--03:33: Di: Luigi Maselli
  • Non so quanto siano rilevanti queste analisi, in alcune nicchie Twitter è fondamentale insieme a Reddit e Hacker News. Facebook è più usato ma per comunicazioni interpersonali, anche perché a forza di vedere gattini e meme la qualità dei contenuti è degenerata. Quindi contesto prima di tutto

  • 12/02/13--03:13: Di: Alberto T.
  • Secondo voi dove posso reperire (anche a pagamento) una buona guida per usare Twitter in ambito aziendale e, soprattutto, in un contesto *diverso* dall'internet marketing? La nostra azienda commercia veicoli industriali, vorremmo aprire un profilo Twitter ma abbiamo notato che viene usato solo dai blogger e da ambiti molto technology-related. Grazie.

  • 12/03/13--05:39: Di: Luca
  • Come ha già scritto qualcun'altro qui sopra, forse il basso utilizzo di Twitter tra i "giovani" è dato dalla loro (relativa) "recente" entrata su FB, di cui non si sono ancora "annoiati" o di cui sono pienamente soddisfatti per l'utilizzo limitato che ne sanno fare. Twitter potrebbe risultare troppo "complesso" e poco "utile" per starci dietro :P

  • 12/17/13--00:24: Di: Ivo
  • Facebook e Instagram sono social giovani, twitter è roba da giornalisti, per questo viene snobbato dai teen... e poi è più comodo commentare le foto devasto in disco su facebook piuttosto che retwittarle sull'uccellino blu...

    Come già accaduto nel 2012 e nel 2013, anche quest’anno, all’inizio dell’estate, Searchmetrics ha pubblicato il consueto studio sui fattori di posizionamento e di correlazione, ovvero “Ranking Factors – Rank Correlation 2014″, riguardante il mercato USA. L’edizione 2014 è passata però un po’ in sordina rispetto alle altre, perché la presentazione è stata mostrata in un panel dell’SMX Advanced, al quale però non ha fatto seguito il consueto post riassuntivo sul blog dell’azienda. Provo quindi io ad estrarre e commentare le slide più significative, ricordando per l’ennesima volta che lo studio di Searchmetrics riguarda la correlazione e NON la causa:

    Il 25 Agosto 2014, Facebook ha annunciato provvedimenti nei confronti degli editori che utilizzano tecniche di click baiting nei titoli dei contenuti. L’obiettivo del social network è infatti quello di “aiutare le persone a trovare post e link interessanti e rilevanti, ed eliminare contenuti che vengono segnalati come spammosi e che non vogliono essere visti”, e questo modo di titolare i post non si sposa con i suoi scopi. In pochi ricordano che già alcuni mesi fa, e precisamente il 10 Aprile 2014, Facebook fece un annuncio molto simile, nel quale ad essere presi di mira furono il like baiting,

    La breve vita dell’authorship di Google può dirsi terminata. Nata a Giugno del 2011, rimasta in stato dormiente per un annetto buono, promossa poi per un altro paio d’anni dal solito Cutts – e, in misura minore, da Mueller – è morta ufficialmente qualche giorno fa, dopo 2 mesi di coma profondo. Breve Storia della Google Authorship Sul TagliaBlog abbiamo parlato più volte di questo tema, ma per chi non ha voglia di rileggersi tutti i vecchi post provo a fare un riassuntino veloce. Senza voler andare troppo indietro negli anni, a scomodare cose come il tag rel=”me”, possiamo fissare

    Se operi come consulente nel settore SEO o web marketing, avrai forse notato che, nonostante la tanto declamata “crisi”, le richieste di pareri di vario tipo sono aumentate negli ultimi tempi, anziché diminuire – come, a rigor di logica, un periodo di recessione prevederebbe. Ma attenzione: a livello di statistica personale, più che le richieste di “consulenza pagata”, ho notato un grande aumento delle richieste di pareri, consigli, opinioni, tutte rigorosamente for free. In altre parole: se le richieste di consulenza a pagamento sono aumentate forse del 10% negli ultimi 12-24 mesi, quelle gratuite sono almeno raddoppiate, probabilmente triplicate. Arrivano

    Se apri Google e cerchi “come fare” qualcosa legato ad un tema tecnologico, troverai sempre ai primi posti il sito di Salvatore Aranzulla. Questa cosa ha generato da un lato una mole infinita di interrogativi sulle tecniche e strategie SEO adottate da Salvo, dall’altro una indicibile invidia – mista a “rosicamento” – da parte di coloro che considerano scarsa la qualità dei contenuti e del lavoro che Aranzulla sta portando avanti da diversi anni. La verità è che i siti di “how-to”, se ben progettati e gestiti, sono una miniera d’oro. Lo scrivevo – e lo suggerivo – già nel

    Quando iniziai la mia avventura imprenditoriale su Internet, nel lontano 1995, avevo pochissimi soldi in tasca e non potevo certo farmi pubblicità online, visto che gli utenti su Internet praticamente non esistevano. Utilizzai allora un paio di tecniche alle quali oggi si darebbe il nome di marketing non convenzionale. Dovevo in pratica prendere persone che erano fuori da Internet, per portarle dentro. Ma come? Per prima cosa, stampai su una risma di fogli A4 le caratteristiche del servizio che offrivo (=abbonamenti ad Internet) e il mio numero di telefono, con uno slogan del tipo “Internet è arrivato anche in questa

    Toglietevi quel ghigno malefico dalla faccia, questo post non serve a spiegarvi come rubare un gruppo Facebook, la mia intenzione è quella di spiegarvi esattamente come si fa per mettervi in guardia ed aumentare la sicurezza dei vostri gruppi Facebook. Prima di entrare nel dettaglio pratico, che a dire il vero è poca cosa e non ha nulla a che vedere con tecniche di hacking, vorrei farvi prima una panoramica dei player coinvolti in questo tipo di vicende: I gestori di gruppi Facebook poco attenti Tutti vorremmo il mondo perfetto, dove tutte le persone sono per bene e dove tutti

    Dal 23 Luglio 2014, il TagliaBlog è passato ad un tema WordPress di tipo responsive. Ci sono state implicazioni, positive o negative, lato SEO? Le prestazioni sono migliorate? Il traffico è aumentato? In questo post cercherò di rispondere a tutte queste domande. Ma prima vediamo se, almeno a livello generale, un design responsive può apportare dei vantaggi dal punto di vista del posizionamento sui motori di ricerca. Secondo Hayley Francis di Search Engine Journal, sono almeno 4 i benefici SEO nell’adottare un design di tipo responsive. 1. Google Ama il Responsive In una guida ufficiale denominata “Realizzazione di siti web